Il primo libro, "L’ultimo nemico" (un titolo molto ripreso, da grandi e piccini),
"To see a world in a grain of sand
Bunker e grotte
L'unica forma artistica amata dai regimi dittatoriali è la forma della ferita inflitta al nemico,
Quali danni materiali potrebbe fare la statua di un dittatore lanciata da un aereo (statua kamikaze)? Non pochi certamente ma altrettanto certamente il mondo continuerà a girare. È questo che fa infuriare i dittatori. Non esiste un incendio così totale da non lasciare vivere un filo d'erba, qualcosa che permetterà alla vegetazione di svilupparsi di nuovo. Quando si rendono conto che loro stessi fanno parte della vita piuttosto si ammazzano. Come Hitler. I dittatori sono la spazzatura della storia. Di loro non è mai restato nulla. Ciò che resta è la conoscenza umana, cioè il polo opposto. Anche i disegni umoristici potrebbero restare. L'essere umano dipinge da 40.000 anni. Nell'oscurità della caverna, in solitudine, il pittore primitivo traccia graffiti rappresentanti un animale, la mappa dell'isola del tesoro usata poi dal professor Lidenbrock per il viaggio al centro della Terra attraverso le caverne che a Leonardo da Vinci comunicavano paura e desiderio. L'uomo primitivo non disegnava per gli altri (altrimenti non avrebbe scelto dei luoghi tanto inaccessibili), la creazione veniva prima della convenzionalità linguistica. Anche la satira e l'umorismo, in quanto tali, vivono al di là delle leggi effimere delle comunicazioni di massa, nelle caverne dove i graffiti si muovono e prendono vita e la solitudine è compagna d'avventura. Caverne, grotte... non bunker. Nei bunker ci sono invece i ciclopi, che vedono con un occhio solo, quello televisivo. Mangiano tv e cacano giornali. Anche viceversa. Pretendono di essere l'occhio sul mondo e ciò che è fuori dalla loro inquadratura lo considerano nessuno. Quel nessuno che, come da copione, li ucciderà. I giorn... scusate, i ciclopi producono ignoranza e bestialità che, unita all'ingiustizia dei dittatori e all'altruismo dei profeti la somma di tutto è la guerra. Bang! Questo "bang" segna la fine del personaggio che fino ad ora ha parlato. Era pericoloso e andava soppresso. Dimenticate quello che avete letto e considerate giusto soltanto ciò che state leggendo da ora. Bang!
Introduzione e copertina di Massimo Presciutti
Ultima di copertina
"I ladroni e i gangsters si assisero ad un lussuoso convitto della pace. I lavoratori e la gente ordinaria di tutti i paesi dovettero pagare i danni: vale a dire i conti degli ospedali, le spese dei funerali, le tombe per i militi ignoti e i conti dei banchetti e delle conferenze, che lasciarono tutti nel mondo, eccetto i proprietari d'albergo, nelle precise condizioni di prima o peggio assai".
Il secondo libro, "Business & sangue", esce nel gennaio 1993 e reca in copertina un sottotitolo che offende molte sensibilità nostalgiche: "America e Russia, dagli sbarchi sulla Luna allo sbarco del Lunario".
"For all people laugh
"La Russia non era, quando c'era, la patria del socialismo reale. Tanto meno si può dire che fosse la patria del socialismo fantastico. Il socialismo fantastico ebbe più di un padre, ma non avendo madre, non venne mai alla luce. Il socialismo reale, invece, ebbe molte madri, ma non avendo un padre, gli vennero delle forti crisi di identità. Forse in Unione Sovietica prevalse il "Socialismo coi baffi dal volto umano", una specie di cocktail Giuseppe Stalin – Maurizio Costanzo".
Testo e copertina di Massimo Presciutti
Il terzo libro, "Libertà di stampella", esce nel febbraio 1994 e me lo sono fatto da solo.
"Comprò una televisione nuova. La vecchia era stata tra le prime del paese. Il gruppo musicale più numeroso che suonò nel suo locale era composto da otto elementi. Arrivavano in motocicletta o in un'auto vestiti tutti uguali. I fiocchi di neve brillavano sul bordeaux delle giacche dal colletto nero. Nessuno si chiedeva da dove venissero. Erano viaggiatori, come i pensieri prima di dormire". Copertina, testo e disegni di Massimo Presciutti |